A proposito dei Cavalieri – Storia dell’Ordine Sovrano

L’origine dei Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, Rodi e Malta, risale all’incirca al 1050, quando il Califfo d’Egitto Ali Az-Zahir, autorizzò la costruzione a Gerusalemme, da parte della Repubblica di Amalfi, di un complesso formato da ospedale, Chiesa e convento, dedicato all’elargizione di cure mediche ai pellegrini di tutte le provenienze e religioni. L’ospedale, gestito dall’Ordine Benedettino, venne edificato nel sito del monastero di San Giovanni Battista.

La nascita dell’Ordine, per mano del suo fondatore il Beato Gerardo Sasso, avvenne in seguito alla prima crociata e fu confermata dalla bolla papale emessa da Papa Pasquale II nel 1113. La comunità, ora nota come Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, venne posta sotto l’egida della Santa Sede, e le fu riconosciuto il diritto di eleggere i propri vertici senza interferenze da parte di autorità né secolari né temporali.

L’Ordine si trasferì a Cipro in seguito alla caduta della Terra Santa. Nel 1310, il Gran Maestro Fulkes de Villaret concluse una vittoriosa campagna militare durata due anni, conquistando diverse isole tra le quali spiccava Rodi, dove l’Ordine, stanco di essere invischiato nella politica del regno di Cipro, desiderava trasferire la propria sede.

La costante minaccia posta dai corsari barbareschi e dalle forze egiziane e turche spinse l’Ordine a radicalizzare il suo carattere militare e a dotarsi di una potente flotta.

L’organizzazione dei Cavalieri in gruppi chiamati “Lingue” era già in atto nei primi del 14º secolo. Le prime sette “Lingue” furono: Provenza, Alvernia, Francia, Italia, Aragona (Navarra), Inghilterra (con Scozia e Irlanda) e Germania. Castiglia e Portogallo costituirono l’ottava lingua nel 1492, scindendosi da quella d’Aragona. Ciascuna Lingua disponeva di Priorie, Bailati e Commende. L’Ordine era governato dai propri Gran Maestri, il proprio consiglio e coniava moneta.

Nel 1522 l’Ordine fu attaccato a Rodi da un’armata di 400 navi ai comandi del sultano Solimano il Magnifico. Settemila Cavalieri guidati dal Gran Maestro Philippe Villiers de L’Isle-Adam affrontarono una forza composta da 200.000 ottomani. I Cavalieri sostennero l’assedio per 6 mesi prima di arrendersi; ai sopravvissuti venne consentito di lasciare Rodi con gli onori militari e ritirarsi in Sicilia nel 1523.

Persa la sue sede, l’Ordine vagò per l’Europa per 7 anni, fin quando, nel 1530, gli fu assegnato dall’imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V di Spagna, un feudo composto dalle isole maltesi e dal porto nord-africano di Tripoli, sotto l’autorità del Viceré spagnolo di Sicilia. Il tributo feudale annuo al Viceré consisteva in un singolo falcone maltese.

Dalla loro nuova base, pur disponendo di un numero limitato di navi, i Cavalieri tornarono rapidamente ad essere la spina nel fianco dell’Impero ottomano. Presto il sultano radunò una nuova forza di invasione di 48.000 uomini, tra i quali parte delle sue truppe d’élite. L’invasione Turca di Malta avvenne nel 1565, e sarebbe stata ricordata, col nome di grande assedio di Malta, come una delle più incredibili vittorie militari di una forza difensiva in schiacciante inferiorità numerica. Sotto la guida ispirata del Gran Maestro Jean Parisot de Valette, 700 Cavalieri, 2.000 soldati professionisti e 3.000 miliziani provenienti dalla popolazione rurale maltese, affiancati da una manciata di servi e schiavi, tennero testa ai turchi per 3 mesi, fino alla vittoria.

Sempre nel 1565, concluso l’assedio, i Cavalieri decisero di fare di Malta una fortezza degna dell’Ordine che ospitava, dotata di una capitale all’altezza di tanta nobiltà. Valette posò la prima pietra della città che avrebbe assunto il suo nome, e un posto d’onore al centro della città venne riservato alla Chiesa dell’Ordine, dedicata a San Giovanni.

La flotta dell’Ordine divenne una delle più formidabili del Mediterraneo, e contribuì alla totale disfatta inflitta a quella ottomana a Lepanto nel 1571.

L’Ordine fu rovinato dalle sue stesse regole, che proibivano il ricorso alle armi contro altri cristiani, in occasione dell’arrivo a Malta delle forze di occupazione di Napoleone Bonaparte, nel contesto della campagna di Egitto. I Cavalieri garantirono a Napoleone l’autorizzazione all’attracco per il rifornimento della flotta, ma una volta sbarcato egli tradì i suoi ospiti, annettendo Malta all’Impero francese e forzando i Cavalieri all’esilio. I britannici occuparono Malta nel 1800, ma non riammisero l’Ordine sull’isola, nonostante questo fosse stato riconosciuto nel trattato di Amiens del 1802.

Agli inizi del 19º secolo l’Ordine era ormai estremamente indebolito. Il controllo dello stesso passò ai luogotenenti dal 1805 fino al 1879, quando Papa Leone XIII restaurò la posizione di Gran Maestro e diede nuovo impulso alle fortune dell’Ordine. L’Ordine è oggi un’associazione umanitaria e religiosa con sede a Roma, ed è conosciuto come Sovrano Militare Ordine di Malta

Attività caritatevoli e ospedaliere su larga scala vennero intraprese durante le due guerre mondiali sotto la guida del Gran Maestro Fra’ Ludovico Chigi della Rovere Albani. L’Ordine è tutt’oggi una organizzazione cattolica la cui sovranità è riconosciuta dalla legge internazionale, e gode dello statuto di osservatore permanente presso le Nazioni Unite.